il libro sul comodino: “La bestia e la bella” di Silvana De Mari

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la rubrica del venerdì, visto il caos che regnerà da queste parti una volta finita la scuola, se ne va in vacanza e vi lascia il tempo di metter mano a tutti i romanzi che ho consigliato !

dunque questo ultimo appuntamento lo dedico ad uno dei miei libri del cuore.

un libriccino piccolo piccolo, di quelli che si leggono tutti d’un fiato e che ti vivono dentro per un po’, giusto il tempo di cambiarti qualche pensiero.

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Silvana De Mari è una scrittrice di fantasy.

è una persona dal carattere impetuoso,
intollerante e arrogante,
mossa da grandi passioni e ideali che spesso non condivido.

la sua battaglia contro la religione islamica e contro la causa palestinese è nota a tutti e ha  suscitato polemiche e boicottaggi a non finire.

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ma è incredibile come l’odio che spesso trasuda dalle parole del suo blog  possa trasformarsi in pura poesia quando assume la forma di una storia.

perchè ne La bestia e la bella, non è  la trama a farla da padrone, ma la potenza della scrittura e del messaggio che trasmette.

la De Mari sa scrivere e questo è un dato di fatto.

ma la cosa che più stupisce è che il significato nascosto dei suoi libri è così straordinario e universale da andare ben oltre quelle che sono le sue personali battaglie, tanto da incontrare le mie e renderle più profonde.

MOSTRE: 'DA PINOCCHIO A HARRY POTTER' PER 150 ANNI SALANI
dopo aver immensamente amato questo suo libro ho letto praticamente tutto quello che ha scritto e l’ho trovato entusiasmante.

non avevo mai affrontato una saga fantasy prima ma il suo elfo e i suoi orchi mi hanno definitivamente avvicinata ad un mondo che per anni ho ingiustamente snobbato e che invece mi ha donato emozioni e visuali sconosciute.

ovviamente consiglio tutti i suoi libri ma non il suo blog!

“È stato il mio ultimo giorno da principe. Era il 12 novembre del 1623, faceva un freddo porco e nevischiava, cosa di cui non avrebbe potuto importarmi di meno. Fino alle ore prima del tramonto, le quattro del pomeriggio per la precisione, io ero il principe, il principe Manrico Ildebrando Alberto di Roccanova, erede di due casate, Grande Elettore, cugino di secondo grado dell’Imperatore di Germania.
I principi stanno dinanzi al fuoco di grandi camini, scaldati dal tè di grandi teiere d’argento, con profusione di biscotti e cioccolatini. Alle quattro del pomeriggio di quel 12 novembre del 1623 sono stato trasformato in cane e allora la meteorologia ha aumentato di importanza: il freddo, la neve, la pioggia, il vento gelido che talvolta spira dal nord potevano in qualsiasi momento fare la differenza tra l’essere vivi ed essere defunti.”

buone letture e buona estate !

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