Coltivo il mio giardino, e il mio giardino mi coltiva.

Ebbene sì !
Anche quest’anno giunge immancabile il temuto momento del pallosissimo post sul verde.

Che poi a dirla tutta mi sa che ultimamente, pur senza rendermene troppo conto, questa cosa delle piante mi ha un po’ preso la mano e la spalmo qua e là e dappertutto senza nemmeno più il timore di apparire vecchia.

E’ una di quelle passioni ancora in crescita, piena di soddisfazioni e di sorprese che mi danno un appagamento sia estetico che emotivo.

Le mie piante ( anche il solo pensarle ) sono diventate un bisogno simile a quello del mangiare e del dormire e non esiste giorno in cui nel mio camminare io non m’incanti a rimirare i giardini degli altri.

C’è come un’energia che mi attrae e mi fa stare meglio.

Perchè poi la questione è tutta qui.
Fin quando le piante mi morivano o vivevan male erano solo un cruccio, un plateale insuccesso che mi rodeva e mi sversava.

Ora che dopo anni e anni di lavoro abbiamo sviluppato un linguaggio comune in grado di garantirci una comunicazione soddisfacente, io mi rendo conto di trarne un beneficio senza pari.
E  fortunatamente è un bisogno così comune da garantirci una gran quantità di fiere e mercatini dove andare a cercare le rarità di cui mi innamoro sfogliando le gallerie sui social.

Negli ultimi tempi ho sviluppato un amore abbastanza corrisposto per le piante grasse (succulente soprattutto).

Non ne ho tantissime ma conto piano piano di metter su una bella collezione e tra gli esemplari da me più desiderati ci sono i vari tipi di Stapelie, che danno questo meraviglioso fiore a stellina:Trovarle non è semplice ma a Cattolica in Fiore ho avuto un colpo di fortuna e me ne sono portata a case ben quattro !

Sono piccolissime e temo che ci vorranno secoli prima di veder spuntare la mia stella, ma la pazienza certo non mi manca !

Nell’attesa, ho un sacco di altre creature in crescita su cui posare gli occhi.

Grazie alle piogge e alle temperature fresche di Maggio anche quest’anno fuori casa c’è un incredibile mare verde.

Con il Capo abbiamo in mente ( a dire il vero la mente sono io ma lui è l’abile braccio 😉 ) tutta una serie di lavoretti di recupero e rivalutazione a cui pian piano stiamo dando vita.

Di mio ho imparato a fare i cesti per appendere le piante e poichè mi piacciono molto, ora ho un sacco di vasi sparsi qua e là a cui dare distratte capocciate.Ma il giardinaggio è fatto anche di sudore e fatica, dunque armata di zappa e rastrello ho seminato tutte le buste acquistate durante l’ultimo viaggio a Milano… ma si sa che ai gatti la terra smossa piace assai, dunque ho dovuto coprire tutto per evitare che rivangassero i miei semi a modo loro.

Lì sotto ora è pieno zeppo di germoglini, stiamo a vedere come si evolvono.

L’attesa del fagiolo direi che si è conclusa bene visto che se n’è uscito con questa foglia tatuata.

Certo, sapendolo uno non è che resta poi tanto sorpreso, ma aspettarlo è stato bello e visto e considerato che l’ho dovuto trasferire in un vaso più grande perchè è diventato gigantesco, sento che ancora mi riserva qualcosa di imprevedibile!

***

Molto altro avrei da raccontare ma il tempo è quel che è, ed io mi riprometto come al solito di passar di qua più spesso, così come mi riprometto un sacco di altre cose che poi fatico persino a ricordare.

E’ che il mondo là fuori è proprio un posto bellissimo !

 

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jesi

Nel corso degli anni ho potuto constatare che miei “luoghi del cuore” coincidono con lo stretto legame che tendo a sviluppare nei confronti di affascinanti vite passate.

Il Vittoriale, Monk’s house, Recanati …me li porto dentro perchè oltre ad essere dei luoghi incantati, mantengono vivo il riflesso di chi ha saputo regalarmi bellissime storie.

Da Jesi mi aspettavo il classico canovaccio della gita domenicale; una bella camminata, foto, chiacchiere e un buon pranzo…invece mi sa che ci ho lasciato un pezzettino di cuore.

Non tanto per la cittadina in sè, che è accogliente e graziosa ma simile a molte altre, quanto per l’incanto di Palazzo Pianetti che è un posto meraviglioso ed incredibilmente sottostimato.I corridoi luminosi e lunghissimi, le stanze con gli affreschi più belli che io abbia mai visto, la collezione di dipinti, l’originalità delle stanze da bagno.

Io davvero non avrei voluto altro che rimanerci rinchiusa per mesi.

Ovviamente, poichè l’amore ha bisogno di incarnarsi, mi son presa la briga di fare qualche ricerca sulla famiglia Pianetti, sperando di scovarvi un romanziere o quantomeno un poeta ma niente, molte teste calde e qualche mente appassionata ma ben poca poesia purtroppo.

Eppure, ugualmente, non posso fare a meno di tornarci coi pensieri.

Mi capita spesso di pensare che quando sarò vecchia e inabile avrò un sacco di bei posti a cui far ritorno con la mente.

C’è stato un periodo della mia vita in cui credevo di aver terminato il mio accrescimento. Ero così sopraffatta dalle due piccole esistenze di cui mi dovevo occupare da non riuscire a trattenere nulla.
Scordavo i libri che leggevo, guardavo le cose senza vederle…
Ai tempi pensavo fosse perchè una volta diventati genitori si deve pensare alla “costruzione” dei figli, alla trasmissione di ciò di cui si è fatti e non c’è più tempo per crescere.

Ora invece mi rendo conto che si è trattato solo di una tappa nel cammino.

Da qualche tempo le cose hanno ricominciato a sedimentarsi dentro di me e ho ritrovato il gusto di seguire i pensieri, le parole e di lasciarmi rapire da certi tagli di luce.

Le cose di cui sono fatta mutano e si accrescono e questo mi rende letteramente euforica.

E’ un po’ come avere un superpotere ed esserne segretamente consapevoli.

Certo… ehm… devo ammettere che la spendibilità di questo potere è scarsina, eh.

In effetti lo tengo segreto giusto per non diventare lo zimbello della famiglia 😉

Dunque acqua in bocca !

Aspettando un fagiolo

onferno (51)Da quando siamo andati a visitare le Grotte di Frasassi ci è rimasta dentro una frustrata ambizione alla speleologia.

Per me che non avevo mai visto una grotta in vita mia, quello è immediatamente diventato un luogo del cuore, ovvero uno di quei posti dove mi piace tornare con la mente quando sono triste e ho bisogno di allontanarmi.
onferno (32)-2onferno (52)onferno (31)Ovviamente da quel lontano agosto ho cercato sul web tutte le grotte visitabili sia all’estero che in Italia ma purtroppo le più belle sono parecchio distanti.

Però poi son saltate fuori ad un tiro di schioppo queste Grotte di Onferno. Niente a che vedere con Frasassi, diciamolo pure ma comunque molto suggestive.

A parte il museo didattico che è decisamente pensato per un utenza molto molto giovane e lo sbandierato ma inesistente giardino botanico, ci è piaciuto molto calcarci i caschetti sulla testa e affrontare la lunga discesa che dal bosco porta all’ingresso delle grotte ( poi quando quei duecento scalini è toccato risalirli l’entusiasmo è un po’ calato 😉 )

La grotta era scivolosa a causa dell’umidità e alcuni tratti erano decisamente difficoltosi ma l’eccitazione per l’avvistamento di alcuni dei seimila pipistrelli che la abitano ci ha motivati a proseguire.

La guida, ordinandoci di spegnere la luce dei caschi, ci ha anche fatto fare la prova del buio assoluto che è una cosa affascinante ma allo stesso tempo piuttosto inquietante.

Insomma le grotte continuano ad attrarci e credo che questa attrazione potrebbe in futuro portarci ad intraprendere le vie del turismo speleologico ma vedo durissima una mia evoluzione verso percorsi di maggiore difficoltà perchè davvero mi rendo conto di essere fisicamente piuttosto impedita e goffa (non so quante craniate ho dato a destra e a manca e quanto ho ringraziato il mio caschetto protettivo ! ) e non voglio certo sfidare la natura con i minimi e sgraziati strumenti di cui mi ha dotata.
Terminata la visita abbiamo approfittato della bella giornata per vagabondare senza troppa fretta nei paesini vicini.

Abbiamo accarezzato gatti, cacciato il naso dentro orti e giardini, fatto silenzio dentro le chiese e abbiamo fatto scorta di cose semplici e bellissime.

La gita l’abbiamo conclusa con la visita al castello di Montefiore Conca, dove il povero Attilio ha patito il freddo e si è buscato il mal di gola del secolo ma che comunque ci ha regalato un sacco di belle cartoline da archiviare nella testa e sul computer.

Casa invece, a dispetto del freddo che fa adesso mentre scrivo, è un trionfo di fioriture e di vita primaverile.

E oggi che ho dovuto recuperare nell’armadio il giubbotto più pesante ripenso con nostalgia a quando solo pochi giorni fa me ne stavo stesa al sole a far la maglia.

Dentro la casa invece abbiamo due simpatiche novità !

La Cecina mi ha regalato un fagiolo magico di cui da giorni attendiamo invano lo spuntare.
( E io non vedo l’ora di vedere e fotografare come si deve questo cuoricino tatuato sulle foglie ! )Mentre io stessa medesima mi sono regalata questo meraviglioso diffusore di essenze che ogni giorno spande per le stanze un inconfondibile profumo di cocco ( e vaniglia, e patchouli…).

Ho deciso di acquistarlo dopo le mille lamentele che seguivano il mio bruciare incensi ( a quanto pare molto poco graditi dal resto della famiglia 😦 ), perchè mio malgrado credo che l’aromaterapia abbia su di me degli effetti strabilianti e davvero non posso rinunciarvi.

Sono fortemente contraria a tutte le varie branche di medicina alternativa e compagnia bella ma da sempre ho mostrato una particolare sensibilità agli odori e mi sono accorta che determinate essenze influiscono notevolmente sul mio umore e sui miei pensieri e quindi perchè non sfruttare questa cosa a mio favore ?!
***
Tutto questo accadeva prima di Pasqua,
ma io come sempre sono un po’ in ritardo !

Buon fine settimana !

“Ancona: per le strade non si cammina, ci si arrampica.”

Tra le seimiladuecento cose che abbiamo in programma quest’anno c’è anche il buon proposito di visitare le città delle Marche, tralasciate in questi anni a favore di borghi e paeselli in festa.

Ovviamente siam partiti dal capoluogo di regione Ancona.
( Che è anche la più vicina e quella con cui il Capo ha una maggiore dimestichezza )

Inutile dire che mi è piaciuta tantissimo.

Una città splendida, che profuma di antico e che offre decine di ambientazioni diverse, una più bella dell’altra.

La zona del centro propone tanti bei locali e negozi “che noi a Pesaro ci sogniamo” , alternati a zone verdi e inaspettati scorci vista mare.

Chiese da visitare ne abbiamo trovate in abbondanza, ma nessuna mi ha fatta innamorare, penso soprattutto a causa delle infinite scale che tocca affrontare per raggiungerle.

Il Duomo poi, sorge addirittura “in scenografica posizione”, anche se devo dire che io l’ho trovato più suggestivo visto dal basso

( e qui aprirei una parentesi sul sadico piacere che si son concessi i nostri antenati piazzando praticamente TUTTE le chiese in cima a scalinate ripide e lunghissime, in grado si stroncare vite giovani e meno giovani o quantomeno di avvicinarle all’infarto prematuro )

Il porto è uno dei più grandi di Italia e sembra decisamente un mondo a se stante con il suo brulicare di navi di ogni misura e camion e uomini e merci.

Un mondo bellissimo da osservare in quella che è la nostra posizione privilegiata e che ci ha fatti riflettere su quanto lavoro c’è dietro ogni singolo oggetto che abita nelle nostre case.

Altro luogo magico è quello della Mole Vanvitelliana nata come Lazzaretto e ora riconvertita a zona di iniziative culturali.

La ricorderemo per il vento che sembra nascere dai suoi stessi muri e che soffia prepotente e incessante. Dopo pranzo ci siamo avventurati nella zona del Passetto che è una spiaggia rocciosa ( molto rocciosa per chi gira con le scarpettine di tela ! ) caratterizzata dalla presenza delle famose grotte dentro cui ci siamo divertiti a cacciare il naso.

Insomma, una gran bella gita finalmente e non fosse stato per l’umore malmostoso della principessa, portata un po’ per forza, azzarderei addirittura l’aggettivo “perfetta”.

Certo, il giorno dopo un mal di gambe portentoso ma di sicuro ne è valsa la pena, tanto che già progetto una replica dedicata alla visita dei musei che questo giro abbiam dovuto saltare per questioni di tempo. A casa invece la primavera esplode giorno dopo giorno e già ci lascia intravedere qualche acerba fioritura.

Le serre sono state smontate e il giardino torna piano piano a vivere.

Penso davvero di non poter chiedere di più…
…se non un bel pacco di lana profumatissima.

l’ennesima bomba da bagno ( la mia droga del momento) e una golosissima torta alle fragole.

Quasi mi vergogno di quanto son viziata !

Buona settimana

imminenti primavere

L’altra domenica, invogliati da un articolo letto su internet, ci siam messi in macchina per andare a Pietrarubbia.

Si tratta di un antico borgo spopolato, recentemente “risorto” grazie all’intervento dell’artista Arnaldo Pomodoro che vi ha fondato una scuola per il trattamento dei metalli.

Storditi come siamo, che ci eravamo già stati di ritorno da una gita nel bosco, ce ne siamo accorti solo mentre parcheggiavamo l’auto !

Di già che eravam lì abbiamo rifatto un giretto e siamo saliti fino alle rovine della rocca poichè la giornata era magnifica e di luoghi così silenziosi e deserti se ne trovano sempre meno.

Certo, va detto che questa Pietrarubbia é molto carina ma non offre un granchè essendo completamente disabitata e sprangata in ogni suo pertugio.

E’ uno di quei posti dove si sta un’oretta in contemplazione del panorama e poi ci si ritrova a fremere per andare via.

Così il Capo, percepita la mia delusione, mi ha offerto una meta di riserva, raccontandomi sù una storia della sua infanzia, riguardo ad un eremo di montagna dove andava talvolta con la sua famiglia e dove c’era un VERO eremita.

Ecco, dovete sapere che io per i luoghi di meditazione, gli eremi e compagnia bella ho una vera e propria fissazione, quindi è facile convincermi a scegliere percorsi alternativi per andare a visitarne uno.

Poi, che nella descrizione di questo luogo magico e attraente sia stata omessa la presenza di una stazione sciistica, è un altro paio di maniche.

Un sospetto mi è venuto quando sulla strada ci siamo imbattuti in orizzonti innevati.

Ma era poca roba e il Capo mi ha assicurato che all’Eremo si arrivava assolutamente con la macchina.

(Perchè io, non so per quale arcaico motivo, per la neve ho una vera e propria fobia e non appena ci metto piede casco).

Una volta arrivati al parcheggio la dura realtà mi si è mostrata in tutta la sua evidenza di slittini, giacche a vento e doposci.

“Ormai siamo qui” ha cinguettato il Capo….e visto che poi alla fine a causa della neve con la macchina non si passava, ci siamo avventurati con le nostre scarpette da ginnastica su per la salita, io aggrappata come una cozza, lui intrepido e temerario.

E insomma…non c’era tanto silenzio in quest’eremo perché le piste son così vicine che arriva distintamente l’eco del turpiloquio di tutti quelli che cascano.

Non c’era nemmeno l’eremita ma un prete moderno e social-impegnato.

Però la chiesetta é davvero accogliente e calda.

Non si respira aria di un passato migliore ma é comunque un bel posto dove fermarsi a pensare, anche se non penso che mi verrá voglia di tornarci.

Gli Eremiti sono per me ben altra cosa e non mi piace contaminare i miei ideali.

Insomma, non comincia tanto bene la stagione delle gite ! 😉

Ma fortunatamente a casa questa settimana sono apparsi inconfutabili i segni di una primavera imminente.

Le violette, gli alberi in fiore, i panni stesi nel vento e gli animali che si godono il sole.
Io e il Capo progettiamo escursioni e lavori di giardinaggio che ci terranno impegnati per i prossimi quindici anni.

La principessa manda foto ( sempre troppo poche) da un’Inghilterra in cui sembra essersi ambientata benissimo.

E niente.

Io sono felice quel tanto che basta per sentirmi sempre leggera.

Buon Germinale !

“Non mi inquieta, la collina di cui non vedo fine. Il futuro non è più quello di una volta”

feb-5Eccomi qua

…son giá indietro di un week end ma sento dentro tutto il friccicore della primavera !

feb-4-2feb-3-4 febb-38Primo fine settimana di sole e voglia di andare a zonzo, ma tocca partire con calma, senza strafare.

Iniziative in giro ancora non ce ne sono dunque abbiamo optato per un giretto in collina, a caccia di panorami.

feb-2-2 febb-10-2 febb-41 febb-11-2Da ragazza e studentessa ero costretta ad imparare a memoria decine e decine di versi di poeti italiani che sembravano trovare fantastici certi paesaggi collinari, gli uomini che vi lavoravano sopra e tutta la flora e la fauna del circondario.

Io, che ero nel pieno dello struggimento interiore, preferivo le poesie dell’anima, quelle degli amori impossibili, dei tormenti e dei vuoti e da quelle immagini bucoliche non riuscivo a cavar niente di buono se non la fatica di tenerle a mente.

Ora che mi sento molto più vicina a quei vecchi poeti, per una strana legge del contrappasso, non ricordo più una sola parola di quel che hanno scritto e mi ritrovo a contemplare una bellezza che mi incanta e mi solleva ma che mi rende muta.

febb-35Trovo cose bellissime dentro quella stanza buia che ho nella testa ma scopro anche di averne perse molte per una sorta di indolente incuria.

Le avessi custodite meglio probabilmente avrei un tesoro a disposizione, invece son costretta a ricominciare sempre daccapo… ma ho il sospetto che uno dei segreti del vivere si nasconda proprio in questo ricominciare.

febb-46 febb-19 febb-45 febb-17-3 febb-15 febb-16febb-42E non è solo una cosa interiore però.
E’ giunta l’ora di rimboccarsi le maniche e mettere mano al giardino.

febb-31 febb-30 febb-54 febb-50 febb-49 febb-48Il grande Capo mi ha costruito questo fantastico semenzaio dentro il quale prenderanno il via i miei esperimenti con i semi.

Oltre ai classici fiori da giardino ho tutta una serie di piante rare ed insolite che aspettano di prender vita sotto i miei occhi.

Incrociate le dite per loro e per me 😉 !

febb-47 febb-51 febb-53 febb-27Intanto inganniamo l’attesa godendoci il sole, i gatti e tutto il fantasticare che facciamo attorno ai nostri progetti.

febb-2 febb-32 febb-33Il mio regalo di Natale è stato questo meraviglioso Ginkgo Biloba, che desideravo fortissimamente e che mi ero messa in testa di far crescere dal frutto.

Poi invece ( sempre grazie al Santo Capo ) è apparso un omino con un camion che mi ha portato questo strepitoso esemplare di sei metri.

Inutile dire che lo guardo come un’ innamorata e aspetto trepidante che spuntino le prime foglie.

febb-37 febb-55ricfebbMa non mi limito a contemplare e rimuginare, sia chiaro, le mie mani restano operose.

Sto portando avanti con metodicità e costanza il mio ricamo.

Ho finito finalmente il maglione a righe (sia mai che un’altra volta io mi imbarchi nell’inferno delle righe!) e ne ho cominciato un altro dal sapore un po’ retrò di cui ancora non ho foto.

(Ovviamente ne ho almeno altri tre in cantiere e sta per partire un bell’ordine di lana e cotone al mio negozio preferito.)

Ho anche rimesso le mani ai colori acrilici e vediamo cosa salta fuori nei prossimi giorni.

Vi lascio con una foto che anticipa il prossimo post e che è l’emblema della strana piega che sta prendendo la mia vita, perchè l’altro ieri, io, che detesto la neve e la temo più delle locuste e delle tenebre, mi trovavo esattamente qui:

neve
Buona settimana !

piccolissimo post

febb-6Piccolo e miserrimo visto che ho giusto quattro foto e pochi pensieri.

febb-7Ero rimasta ferma alle vacanze di natale e invece siam già a metà febbraio e io son di nuovo qui a chiedermi com’è che il tempo ha preso a correre lasciandomi clamorosamente indietro.

Abbiamo avuto il sacro compleanno del Capo, che ha spento cinquantuno candeline senza troppi propositi salutisti ( poichè sta eroicamente mantenendo quelli dello scorso anno) ma nel frattempo ha cambiato lavoro, settore e compagnia bella.

Questa cosa ci ha un po’ destabilizzato visto che avevamo fatto grandi progetti per riempire i primi mesi di disoccupazione… ma evidentemente non era destino e quindi ricominciamo il nostro solito tran tran, con un pizzico di allegria in più grazie al fortissimo profumo di primavera che c’è nell’aria !

febb-5 febb-8La cuochina sopraffina ha fatto degli strozzapreti fenomenali, tanto che abbiamo deciso di avviare una produzione costante e mensile, dimodoché nel nostro freezer non manchi mai una bella dose di pasta all’uovo.

Tra poco meno di un mese la vedremo partire per l’Inghilterra e questa cosa mi smuove dentro tutta una serie di gioie che fatico a contenere.

Avere dei figli non era nei miei progetti fino a quando non ho incontrato il Capo e mentre li aspettavo me li immaginavo già grandi, con la valigia sempre pronta e la voglia di vedere il mondo e godersi la vita.

Ora che è arrivato il momento c’è quella paura di non essere più lì per proteggerli, ma la contentezza di saperli liberi è così grande che surclassa tutto il resto.

E non vedo l’ora di programmare il prossimo viaggio e quello dopo ancora 😉

tre56ete5 5656t6565Io invece, oltre ad un’altra velocissima capatina in Lombardia, son stata e sono malaticcia.
Mi è persino venuto un febbrone.
Evento raro e devastante.
Ora mi trascino la tosse e un po’ di malessere generale ma conto di rimettermi in fretta vista la fantastica luce che ci invade da un paio di giorni.

Son stata così male che non ho combinato niente di buono ma in compenso conosco a memoria tutte le canzoni dell’ultimo Sanremo 😛

4564tete ertertert5eI gatti mi han fatto da coperta tutte le sante sere e davvero non mi spiego il sottile filo magico che mi lega a questo pazzo della foto, che mi possiede fino al midollo e che con un solo sguardo è capace di svoltarmi al meglio la giornata.

***

Visto come è andato finora questo nuovo anno mi ripropongo di ricominciare con più grinta verso marzo.

Questo che arriva però deve assolutamente essere un week end coi fiocchi perchè me lo merito proprio !

A prestissimo

vacanze di natale ( parte seconda )

bologna2017-49La gita a Bologna per la mostra su Frida Kahlo merita sicuramente un post tutto per sé.

Due ore tonde di fila nel freddo di una mattina particolarmente fredda ci resteranno impresse per molto tempo ma fortunatamente non come un ricordo spiacevole.

bologna2017-38-2 bologna2017-39-2 bologna2017-50 bologna2017-40-2L’esposizione trattava in generale l’arte messicana contemporanea a Frida avvalendosi di un allestimento a dir poco magistrale; luci e colori gestiti in modo straordinario, spazi accoglienti e vivibili nonostante la ressa, musiche e fotografie di forte impatto emotivo ben distribuite lungo il percorso.
cxk4c1qwgaawdot cxnxmrgxeaaptff la-collezione-gelman-arte-messicana-del-xx-secolo-veduta-della-mostra-presso-palazzo-albergati-bologna-2016Inutile dire che ciò che più colpisce é l’unicitá del personaggio che Frida Kahlo ha rappresentato. La tragicitá della sua vita, il suo farsi simbolo di un paese in lotta, la sfortuna di un amore totale ma sofferto.
me-and-my-parrots-9 in-memoriam-frida-kahlo_ab634d85b1245fe83fec13f2749386a90080711e67f5f0ce1db2bfd46de60943“Frida on White Bench,” photograph by Nickolas Muray, 1939. Submitted image

Ho visto tantissime mostre nel corso degli anni e mai prima mi era capitato di commuovermi.

Qui invece sono arrivata all’ultima sala col cuore gonfio e di fronte all’ultimo quadro, che la ritrae ambiguamente avvolta nel pizzo bianco, sulle note di una canzone manifesto come “Gracias a la vida” é stato durissimo trattenere le lacrime, per me e per tutte le altre persone presenti.

Non posso che complimentarmi con la curatrice Gioia Mori e ripromettermi di tenere d’occhio i suoi prossimi allestimenti.

bologna2017-44 bologna2017-48 bologna2017-47 bologna2017-43 bologna2017-46 bologna2017-45 bologna2017-42 bologna2017-41Bologna é stata per lungo tempo la cittá del mio cuore perché é lì che col Capo ci incontravamo a metá strada da fidanzati.

Ci siamo tornati molte volte, anche coi ragazzi, ma mai nel periodo degli sfarzi natalizi.

Che dire…l’ho trovata diversa rispetto a quindici anni fa, mi è parsa più commerciale, coi negozi tutti uguali e i locali alla moda, ma forse è solo perchè non ci siamo allontanati dal centro.

bologna2017-27-2 bologna2017-25-2 bologna2017-26-3 bologna2017-24-2 bologna2017-66 bologna2017-20-2 bologna2017-23-2 bologna2017-65Di sicuro non mi era mai capitato di vedere un funambolo ( che ha emozionato soprattutto per le spettacolari cadute) esibirsi sopra Piazza Maggiore.

bologna2017-18-3 bologna2017-17-3Il tempo a disposizione è stato davvero poco ma abbiamo comunque approfittato per visitare la Salaborsa che ancora non avevamo mai visto e la famosa finestrella sul canale di via Piella ( di cui fino a poco tempo fa ignoravo l’esistenza).

bologna2017-64 bologna2017-63 bologna2017-15-2 bologna2017-62 bologna2017-61 bologna2017-60 bologna2017-59 Ci é scappato anche un giretto tardivo ai mercatini Natalizi e in quei negozi che da noi non ci sono e proprio per questo sembrano essere i più belli del mondo.
bologna2017-57 bologna2017-56 bologna2017-6-2 bologna2017-55 bologna2017-53 bologna2017-52bologna2017-51
Insomma, posso affermare con certezza che due settimane di vacanza sono un fantastico spezza-inverno !

L’unico problema é stato accettare il duro ritorno alla realtá, fatto di ghiaccio e levatacce.haruf Ovviamente ho approfittato di questi giorni per leggere e guardare film come non ci fosse un domani e anche se la rubrica sui libri l’ho abolita, non posso esimermi dal consigliare la lettura della trilogia di Kent Haruf.

(Io per ora sono ferma ai primi due ma conto di terminarla presto)

Si tratta di uno scrittore straordinario, capace di smuovere i torpori della mente con poche e semplici parole scritte bene.

I primi due libri parlano rispettivamente della fine di una vita e dell’inizio di un’altra e lo fanno con un realismo e una pragmaticitá così poetiche da fare male.

Quello che più mi ha colpita é il coincidere degli stati d’animo di molti personaggi con i miei.

La consapevolezza del potere curativo che ha il prendersi cura degli altri é uno dei temi su cui ultimamente mi ritrovo spesso a riflettere e in questi libri mi sono ritrovata come in uno specchio.

Una gran bella sensazione !

***

Ora dichiaro ufficialmente terminate le vacanze e mi ributto a testa bassa nella mischia.

vacanze di natale ( parte prima )

maredinverno-17-2Le vacanze di Natale sono senza ombra di dubbio il periodo più bello dell’anno e una volta terminato tutti noi ci ritroviamo immancabilmente a rimpiangerlo per mesi e mesi.

maredinverno-18-2 maredinverno-26 maredinverno-27 maredinverno-19 maredinverno-24Abbiamo avuto giorni caldi e pieni di sole che ci hanno permesso di fare lunghe e rigeneranti passeggiate in riva al mare.

maredinverno-13-2 maredinverno-28 058-2maredinverno-20E pensare che quando ero più giovane speravo sempre nella neve per avere un’atmosfera più natalizia.

Ora come ora non desidero niente di diverso dalle cosiddette temperature “fuori dalla norma”, che mi consentono di passare più tempo a zonzo senza minarmi la salute precaria.

maredinverno-23 maredinverno-28 maredinverno-22Anche la luce insolita di un dicembre soleggiato mi é sembrata un dono del cielo e non c’è stato giorno che non mi sia messa d’impegno per “catturarla” con la mia macchinina.

urbinogiochiamo-34 urbinogiochiamo-33 urbinogiochiamo-59 urbinogiochiamo-29-2urbinogiochiamo-31E se i giorni di festa li abbiamo passati a gozzovigliare in famiglia, godendoci appieno la presenza del nonno e dello zio, venuti da Milano dopo tanto tempo…il resto della vacanza lo abbiamo passato a smaltire calorie e ad assimilare cose belle, che siamo andati a cercare qua e lá, tra Marche e Romagna.

urbinogiochiamo-58 urbinogiochiamo-57 urbinogiochiamo-56 urbinogiochiamo-24-2 urbinogiochiamo-55 urbinogiochiamo-54 urbinogiochiamo-53 urbinogiochiamo-52 urbinogiochiamo-51A Urbino abbiamo visitato la mostra “Giochiamo” che si é rivelata decisamente al di sotto delle aspettative ma il cui biglietto era dignitosamente abbinato a quello della pinacoteca, così abbiamo approfittato per rivederla senza la classica confusione di turisti che la caratterizza.

urbinogiochiamo-50 urbinogiochiamo-49 urbinogiochiamo-48 urbinogiochiamo-47 urbinogiochiamo-46 urbinogiochiamo-45 urbinogiochiamo-12-2 urbinogiochiamo-44 urbinogiochiamo-43 urbinogiochiamo-9-2 urbinogiochiamo-41Che dire…ogni volta mi incanto davanti alla meraviglia di certi dipinti che riproducono stoffe e abiti d’altri tempi con una meticolositá che lascia senza parole.

( Certo non é il caso della famosa Venere di Urbino che di vestiti addosso non ne ha per nulla ma ammicca bellissima e immobile nel suo lettino rosso )

urbinogiochiamo-40 urbinogiochiamo-39 urbinogiochiamo-38 urbinogiochiamo-37 urbinogiochiamo-35 urbinogiochiamo-36Urbino cittá invece sembra quasi perduta senza la chiassosa allegria degli studenti universitari.

I locali sono pieni ugualmente ma sui tavoli mancano i dorsi dei libri a cui sbirciare il titolo.

forlisalgado-1 pixel-square-mostra-salgado-1Sebastião Salgado: Genesissalgado-milano-3007In una sorta di replica dello scorso anno, siamo tornati a Forlì per la mostra di Salgado ( consiglio a tutti la visione del film “Il sale della terra” che Wim Wenders ha girato su di lui ).

La mostra é allestita benissimo ed é davvero ricca di immagini.

Amo molto il lavoro di Salgado, anche se mi sento più vicina al concetto che alla tecnica.
(Il bianco e nero é fantastico ma personalmente dopo un po’ mi stanca.)

forlisalgado-22 forlisalgado-21 forlisalgado-20 forlisalgado-19 forlisalgado-18 forlisalgado-17 forlisalgado-16 forlisalgado-15 forlisalgado-14 forlisalgado-13 forlisalgado-11 forlisalgado-6 forlisalgado-5 forlisalgado-4Quindi una volta fuori sono stata ben contenta di immergermi nei colori di una Forlì che mi é sembrata decisamente più bella e interessante della scorsa volta.

forlisalgado-10 forlisalgado-7 Credo che il suo Duomo sia in assoluto il più bello che io abbia mai visitato e non parlo dell’aspetto artistico o architettonico ma dell’incredibile luce calda che lo inonda e che lo fa sembrare il miglior posto possibile per fermarsi a pregare o a pensare.

forlisalgado-9 forlisalgado-8Averlo visitato nel periodo natalizio ci ha anche consentito di ammirare un presepe straordinario ed originale, grazie alla riproduzione di scene bibliche che vanno dall’ultima cena con gli apostoli alla mano di Mosé che scende dal cielo per consegnare le tavole, passando per la resurrezione di Lazzaro, l’Arca di Noé e decine di altre incredibili ambientazioni.

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Devo ammettere con me stessa che ho un problema quantitativo per quel che riguarda le foto in quest’ultimo periodo.
Adoro il suono che la mia nuova macchina produce ogni volta che pigio quel bottoncino e questo fa si che io non mi contenga in alcun modo 🙂

Il guaio poi è selezionare e scartare.

E visto che faccio molta molta fatica, onde evitare di venirvi a noia rimando ad un nuovo post il resto dei miei scatti festivi.

Ma intanto vi rinnovo i miei auguri di buon anno nuovo e spero abbiate anche voi passato delle belle vacanze !