quel che resta del natale

ho memoria di bellissimi natali, passati a zonzo per milano, a rimirare le lucine, senza nemmeno sentir freddo.

o natali di me bambina, sopraffatta dall’entusiasmo per un regalo atteso mesi e la voglia di leggerlo tutto in un giorno.

il natale è stato sempre una gran corsa a regalare e a far gli auguri, la gioia di non dover andare a scuola e il miraggio di poter passare giorni interi con gli amici a guardare vecchi film tutti insieme nel divano.

poi è diventato qualcosa di diverso.
qualcosa di strettamente legato a quello che vedevo negli occhi dei miei bambini.
le recite all’asilo, le poesie a memoria, scoprire quanto è buono il panettone e quanto è meravigliosa la casa vestita a festa.

adesso, che i bambini sono cresciuti, siamo decisamente in una fase di disequilibrio.

il mio è un natale senza troppi entusiasmi.

non ho altro desiderio che veder realizzati i loro.
non ho nessuna ispirazione per lavoretti a tema e cose del genere.
non ho nulla nella mente che sia attinente a queste feste e fatico a mostrare una gioia sincera.

un po’ mi sento in colpa.

e allora mi gioco tutto con gli odori, che sono un elemento fondamentale nelle nostre esistenze.

con il piacere di essere circondati da profumi buoni e tipici, che si fisseranno nella memoria olfattiva mia e dei miei pargoli e che tra vent’anni avranno il magico potere di riportarci tutti ad un’infanzia serena e spensierata.

e così la mia casa sa di vaniglia, di giacinti in fiore, di torte speziate con zenzero e cannella ( in onore alla zia Betta !), di aghi di pino e pigne puzzolenti, di mele cotte nel forno e crema di cocco spalmata sulla pelle calda nel vapore denso del bagno.

certi giorni, giorni di incontinenza, c’è anche un vago odore di pipì di gatto ma anche quello diverrà un piacevole ricordo.

buon natale a tutti !