jesi

Nel corso degli anni ho potuto constatare che miei “luoghi del cuore” coincidono con lo stretto legame che tendo a sviluppare nei confronti di affascinanti vite passate.

Il Vittoriale, Monk’s house, Recanati …me li porto dentro perchè oltre ad essere dei luoghi incantati, mantengono vivo il riflesso di chi ha saputo regalarmi bellissime storie.

Da Jesi mi aspettavo il classico canovaccio della gita domenicale; una bella camminata, foto, chiacchiere e un buon pranzo…invece mi sa che ci ho lasciato un pezzettino di cuore.

Non tanto per la cittadina in sè, che è accogliente e graziosa ma simile a molte altre, quanto per l’incanto di Palazzo Pianetti che è un posto meraviglioso ed incredibilmente sottostimato.I corridoi luminosi e lunghissimi, le stanze con gli affreschi più belli che io abbia mai visto, la collezione di dipinti, l’originalità delle stanze da bagno.

Io davvero non avrei voluto altro che rimanerci rinchiusa per mesi.

Ovviamente, poichè l’amore ha bisogno di incarnarsi, mi son presa la briga di fare qualche ricerca sulla famiglia Pianetti, sperando di scovarvi un romanziere o quantomeno un poeta ma niente, molte teste calde e qualche mente appassionata ma ben poca poesia purtroppo.

Eppure, ugualmente, non posso fare a meno di tornarci coi pensieri.

Mi capita spesso di pensare che quando sarò vecchia e inabile avrò un sacco di bei posti a cui far ritorno con la mente.

C’è stato un periodo della mia vita in cui credevo di aver terminato il mio accrescimento. Ero così sopraffatta dalle due piccole esistenze di cui mi dovevo occupare da non riuscire a trattenere nulla.
Scordavo i libri che leggevo, guardavo le cose senza vederle…
Ai tempi pensavo fosse perchè una volta diventati genitori si deve pensare alla “costruzione” dei figli, alla trasmissione di ciò di cui si è fatti e non c’è più tempo per crescere.

Ora invece mi rendo conto che si è trattato solo di una tappa nel cammino.

Da qualche tempo le cose hanno ricominciato a sedimentarsi dentro di me e ho ritrovato il gusto di seguire i pensieri, le parole e di lasciarmi rapire da certi tagli di luce.

Le cose di cui sono fatta mutano e si accrescono e questo mi rende letteramente euforica.

E’ un po’ come avere un superpotere ed esserne segretamente consapevoli.

Certo… ehm… devo ammettere che la spendibilità di questo potere è scarsina, eh.

In effetti lo tengo segreto giusto per non diventare lo zimbello della famiglia 😉

Dunque acqua in bocca !

Aspettando un fagiolo

onferno (51)Da quando siamo andati a visitare le Grotte di Frasassi ci è rimasta dentro una frustrata ambizione alla speleologia.

Per me che non avevo mai visto una grotta in vita mia, quello è immediatamente diventato un luogo del cuore, ovvero uno di quei posti dove mi piace tornare con la mente quando sono triste e ho bisogno di allontanarmi.
onferno (32)-2onferno (52)onferno (31)Ovviamente da quel lontano agosto ho cercato sul web tutte le grotte visitabili sia all’estero che in Italia ma purtroppo le più belle sono parecchio distanti.

Però poi son saltate fuori ad un tiro di schioppo queste Grotte di Onferno. Niente a che vedere con Frasassi, diciamolo pure ma comunque molto suggestive.

A parte il museo didattico che è decisamente pensato per un utenza molto molto giovane e lo sbandierato ma inesistente giardino botanico, ci è piaciuto molto calcarci i caschetti sulla testa e affrontare la lunga discesa che dal bosco porta all’ingresso delle grotte ( poi quando quei duecento scalini è toccato risalirli l’entusiasmo è un po’ calato 😉 )

La grotta era scivolosa a causa dell’umidità e alcuni tratti erano decisamente difficoltosi ma l’eccitazione per l’avvistamento di alcuni dei seimila pipistrelli che la abitano ci ha motivati a proseguire.

La guida, ordinandoci di spegnere la luce dei caschi, ci ha anche fatto fare la prova del buio assoluto che è una cosa affascinante ma allo stesso tempo piuttosto inquietante.

Insomma le grotte continuano ad attrarci e credo che questa attrazione potrebbe in futuro portarci ad intraprendere le vie del turismo speleologico ma vedo durissima una mia evoluzione verso percorsi di maggiore difficoltà perchè davvero mi rendo conto di essere fisicamente piuttosto impedita e goffa (non so quante craniate ho dato a destra e a manca e quanto ho ringraziato il mio caschetto protettivo ! ) e non voglio certo sfidare la natura con i minimi e sgraziati strumenti di cui mi ha dotata.
Terminata la visita abbiamo approfittato della bella giornata per vagabondare senza troppa fretta nei paesini vicini.

Abbiamo accarezzato gatti, cacciato il naso dentro orti e giardini, fatto silenzio dentro le chiese e abbiamo fatto scorta di cose semplici e bellissime.

La gita l’abbiamo conclusa con la visita al castello di Montefiore Conca, dove il povero Attilio ha patito il freddo e si è buscato il mal di gola del secolo ma che comunque ci ha regalato un sacco di belle cartoline da archiviare nella testa e sul computer.

Casa invece, a dispetto del freddo che fa adesso mentre scrivo, è un trionfo di fioriture e di vita primaverile.

E oggi che ho dovuto recuperare nell’armadio il giubbotto più pesante ripenso con nostalgia a quando solo pochi giorni fa me ne stavo stesa al sole a far la maglia.

Dentro la casa invece abbiamo due simpatiche novità !

La Cecina mi ha regalato un fagiolo magico di cui da giorni attendiamo invano lo spuntare.
( E io non vedo l’ora di vedere e fotografare come si deve questo cuoricino tatuato sulle foglie ! )Mentre io stessa medesima mi sono regalata questo meraviglioso diffusore di essenze che ogni giorno spande per le stanze un inconfondibile profumo di cocco ( e vaniglia, e patchouli…).

Ho deciso di acquistarlo dopo le mille lamentele che seguivano il mio bruciare incensi ( a quanto pare molto poco graditi dal resto della famiglia 😦 ), perchè mio malgrado credo che l’aromaterapia abbia su di me degli effetti strabilianti e davvero non posso rinunciarvi.

Sono fortemente contraria a tutte le varie branche di medicina alternativa e compagnia bella ma da sempre ho mostrato una particolare sensibilità agli odori e mi sono accorta che determinate essenze influiscono notevolmente sul mio umore e sui miei pensieri e quindi perchè non sfruttare questa cosa a mio favore ?!
***
Tutto questo accadeva prima di Pasqua,
ma io come sempre sono un po’ in ritardo !

Buon fine settimana !

“Ancona: per le strade non si cammina, ci si arrampica.”

Tra le seimiladuecento cose che abbiamo in programma quest’anno c’è anche il buon proposito di visitare le città delle Marche, tralasciate in questi anni a favore di borghi e paeselli in festa.

Ovviamente siam partiti dal capoluogo di regione Ancona.
( Che è anche la più vicina e quella con cui il Capo ha una maggiore dimestichezza )

Inutile dire che mi è piaciuta tantissimo.

Una città splendida, che profuma di antico e che offre decine di ambientazioni diverse, una più bella dell’altra.

La zona del centro propone tanti bei locali e negozi “che noi a Pesaro ci sogniamo” , alternati a zone verdi e inaspettati scorci vista mare.

Chiese da visitare ne abbiamo trovate in abbondanza, ma nessuna mi ha fatta innamorare, penso soprattutto a causa delle infinite scale che tocca affrontare per raggiungerle.

Il Duomo poi, sorge addirittura “in scenografica posizione”, anche se devo dire che io l’ho trovato più suggestivo visto dal basso

( e qui aprirei una parentesi sul sadico piacere che si son concessi i nostri antenati piazzando praticamente TUTTE le chiese in cima a scalinate ripide e lunghissime, in grado si stroncare vite giovani e meno giovani o quantomeno di avvicinarle all’infarto prematuro )

Il porto è uno dei più grandi di Italia e sembra decisamente un mondo a se stante con il suo brulicare di navi di ogni misura e camion e uomini e merci.

Un mondo bellissimo da osservare in quella che è la nostra posizione privilegiata e che ci ha fatti riflettere su quanto lavoro c’è dietro ogni singolo oggetto che abita nelle nostre case.

Altro luogo magico è quello della Mole Vanvitelliana nata come Lazzaretto e ora riconvertita a zona di iniziative culturali.

La ricorderemo per il vento che sembra nascere dai suoi stessi muri e che soffia prepotente e incessante. Dopo pranzo ci siamo avventurati nella zona del Passetto che è una spiaggia rocciosa ( molto rocciosa per chi gira con le scarpettine di tela ! ) caratterizzata dalla presenza delle famose grotte dentro cui ci siamo divertiti a cacciare il naso.

Insomma, una gran bella gita finalmente e non fosse stato per l’umore malmostoso della principessa, portata un po’ per forza, azzarderei addirittura l’aggettivo “perfetta”.

Certo, il giorno dopo un mal di gambe portentoso ma di sicuro ne è valsa la pena, tanto che già progetto una replica dedicata alla visita dei musei che questo giro abbiam dovuto saltare per questioni di tempo. A casa invece la primavera esplode giorno dopo giorno e già ci lascia intravedere qualche acerba fioritura.

Le serre sono state smontate e il giardino torna piano piano a vivere.

Penso davvero di non poter chiedere di più…
…se non un bel pacco di lana profumatissima.

l’ennesima bomba da bagno ( la mia droga del momento) e una golosissima torta alle fragole.

Quasi mi vergogno di quanto son viziata !

Buona settimana

imminenti primavere

L’altra domenica, invogliati da un articolo letto su internet, ci siam messi in macchina per andare a Pietrarubbia.

Si tratta di un antico borgo spopolato, recentemente “risorto” grazie all’intervento dell’artista Arnaldo Pomodoro che vi ha fondato una scuola per il trattamento dei metalli.

Storditi come siamo, che ci eravamo già stati di ritorno da una gita nel bosco, ce ne siamo accorti solo mentre parcheggiavamo l’auto !

Di già che eravam lì abbiamo rifatto un giretto e siamo saliti fino alle rovine della rocca poichè la giornata era magnifica e di luoghi così silenziosi e deserti se ne trovano sempre meno.

Certo, va detto che questa Pietrarubbia é molto carina ma non offre un granchè essendo completamente disabitata e sprangata in ogni suo pertugio.

E’ uno di quei posti dove si sta un’oretta in contemplazione del panorama e poi ci si ritrova a fremere per andare via.

Così il Capo, percepita la mia delusione, mi ha offerto una meta di riserva, raccontandomi sù una storia della sua infanzia, riguardo ad un eremo di montagna dove andava talvolta con la sua famiglia e dove c’era un VERO eremita.

Ecco, dovete sapere che io per i luoghi di meditazione, gli eremi e compagnia bella ho una vera e propria fissazione, quindi è facile convincermi a scegliere percorsi alternativi per andare a visitarne uno.

Poi, che nella descrizione di questo luogo magico e attraente sia stata omessa la presenza di una stazione sciistica, è un altro paio di maniche.

Un sospetto mi è venuto quando sulla strada ci siamo imbattuti in orizzonti innevati.

Ma era poca roba e il Capo mi ha assicurato che all’Eremo si arrivava assolutamente con la macchina.

(Perchè io, non so per quale arcaico motivo, per la neve ho una vera e propria fobia e non appena ci metto piede casco).

Una volta arrivati al parcheggio la dura realtà mi si è mostrata in tutta la sua evidenza di slittini, giacche a vento e doposci.

“Ormai siamo qui” ha cinguettato il Capo….e visto che poi alla fine a causa della neve con la macchina non si passava, ci siamo avventurati con le nostre scarpette da ginnastica su per la salita, io aggrappata come una cozza, lui intrepido e temerario.

E insomma…non c’era tanto silenzio in quest’eremo perché le piste son così vicine che arriva distintamente l’eco del turpiloquio di tutti quelli che cascano.

Non c’era nemmeno l’eremita ma un prete moderno e social-impegnato.

Però la chiesetta é davvero accogliente e calda.

Non si respira aria di un passato migliore ma é comunque un bel posto dove fermarsi a pensare, anche se non penso che mi verrá voglia di tornarci.

Gli Eremiti sono per me ben altra cosa e non mi piace contaminare i miei ideali.

Insomma, non comincia tanto bene la stagione delle gite ! 😉

Ma fortunatamente a casa questa settimana sono apparsi inconfutabili i segni di una primavera imminente.

Le violette, gli alberi in fiore, i panni stesi nel vento e gli animali che si godono il sole.
Io e il Capo progettiamo escursioni e lavori di giardinaggio che ci terranno impegnati per i prossimi quindici anni.

La principessa manda foto ( sempre troppo poche) da un’Inghilterra in cui sembra essersi ambientata benissimo.

E niente.

Io sono felice quel tanto che basta per sentirmi sempre leggera.

Buon Germinale !

vacanze di natale ( parte seconda )

bologna2017-49La gita a Bologna per la mostra su Frida Kahlo merita sicuramente un post tutto per sé.

Due ore tonde di fila nel freddo di una mattina particolarmente fredda ci resteranno impresse per molto tempo ma fortunatamente non come un ricordo spiacevole.

bologna2017-38-2 bologna2017-39-2 bologna2017-50 bologna2017-40-2L’esposizione trattava in generale l’arte messicana contemporanea a Frida avvalendosi di un allestimento a dir poco magistrale; luci e colori gestiti in modo straordinario, spazi accoglienti e vivibili nonostante la ressa, musiche e fotografie di forte impatto emotivo ben distribuite lungo il percorso.
cxk4c1qwgaawdot cxnxmrgxeaaptff la-collezione-gelman-arte-messicana-del-xx-secolo-veduta-della-mostra-presso-palazzo-albergati-bologna-2016Inutile dire che ciò che più colpisce é l’unicitá del personaggio che Frida Kahlo ha rappresentato. La tragicitá della sua vita, il suo farsi simbolo di un paese in lotta, la sfortuna di un amore totale ma sofferto.
me-and-my-parrots-9 in-memoriam-frida-kahlo_ab634d85b1245fe83fec13f2749386a90080711e67f5f0ce1db2bfd46de60943“Frida on White Bench,” photograph by Nickolas Muray, 1939. Submitted image

Ho visto tantissime mostre nel corso degli anni e mai prima mi era capitato di commuovermi.

Qui invece sono arrivata all’ultima sala col cuore gonfio e di fronte all’ultimo quadro, che la ritrae ambiguamente avvolta nel pizzo bianco, sulle note di una canzone manifesto come “Gracias a la vida” é stato durissimo trattenere le lacrime, per me e per tutte le altre persone presenti.

Non posso che complimentarmi con la curatrice Gioia Mori e ripromettermi di tenere d’occhio i suoi prossimi allestimenti.

bologna2017-44 bologna2017-48 bologna2017-47 bologna2017-43 bologna2017-46 bologna2017-45 bologna2017-42 bologna2017-41Bologna é stata per lungo tempo la cittá del mio cuore perché é lì che col Capo ci incontravamo a metá strada da fidanzati.

Ci siamo tornati molte volte, anche coi ragazzi, ma mai nel periodo degli sfarzi natalizi.

Che dire…l’ho trovata diversa rispetto a quindici anni fa, mi è parsa più commerciale, coi negozi tutti uguali e i locali alla moda, ma forse è solo perchè non ci siamo allontanati dal centro.

bologna2017-27-2 bologna2017-25-2 bologna2017-26-3 bologna2017-24-2 bologna2017-66 bologna2017-20-2 bologna2017-23-2 bologna2017-65Di sicuro non mi era mai capitato di vedere un funambolo ( che ha emozionato soprattutto per le spettacolari cadute) esibirsi sopra Piazza Maggiore.

bologna2017-18-3 bologna2017-17-3Il tempo a disposizione è stato davvero poco ma abbiamo comunque approfittato per visitare la Salaborsa che ancora non avevamo mai visto e la famosa finestrella sul canale di via Piella ( di cui fino a poco tempo fa ignoravo l’esistenza).

bologna2017-64 bologna2017-63 bologna2017-15-2 bologna2017-62 bologna2017-61 bologna2017-60 bologna2017-59 Ci é scappato anche un giretto tardivo ai mercatini Natalizi e in quei negozi che da noi non ci sono e proprio per questo sembrano essere i più belli del mondo.
bologna2017-57 bologna2017-56 bologna2017-6-2 bologna2017-55 bologna2017-53 bologna2017-52bologna2017-51
Insomma, posso affermare con certezza che due settimane di vacanza sono un fantastico spezza-inverno !

L’unico problema é stato accettare il duro ritorno alla realtá, fatto di ghiaccio e levatacce.haruf Ovviamente ho approfittato di questi giorni per leggere e guardare film come non ci fosse un domani e anche se la rubrica sui libri l’ho abolita, non posso esimermi dal consigliare la lettura della trilogia di Kent Haruf.

(Io per ora sono ferma ai primi due ma conto di terminarla presto)

Si tratta di uno scrittore straordinario, capace di smuovere i torpori della mente con poche e semplici parole scritte bene.

I primi due libri parlano rispettivamente della fine di una vita e dell’inizio di un’altra e lo fanno con un realismo e una pragmaticitá così poetiche da fare male.

Quello che più mi ha colpita é il coincidere degli stati d’animo di molti personaggi con i miei.

La consapevolezza del potere curativo che ha il prendersi cura degli altri é uno dei temi su cui ultimamente mi ritrovo spesso a riflettere e in questi libri mi sono ritrovata come in uno specchio.

Una gran bella sensazione !

***

Ora dichiaro ufficialmente terminate le vacanze e mi ributto a testa bassa nella mischia.

vacanze di natale ( parte prima )

maredinverno-17-2Le vacanze di Natale sono senza ombra di dubbio il periodo più bello dell’anno e una volta terminato tutti noi ci ritroviamo immancabilmente a rimpiangerlo per mesi e mesi.

maredinverno-18-2 maredinverno-26 maredinverno-27 maredinverno-19 maredinverno-24Abbiamo avuto giorni caldi e pieni di sole che ci hanno permesso di fare lunghe e rigeneranti passeggiate in riva al mare.

maredinverno-13-2 maredinverno-28 058-2maredinverno-20E pensare che quando ero più giovane speravo sempre nella neve per avere un’atmosfera più natalizia.

Ora come ora non desidero niente di diverso dalle cosiddette temperature “fuori dalla norma”, che mi consentono di passare più tempo a zonzo senza minarmi la salute precaria.

maredinverno-23 maredinverno-28 maredinverno-22Anche la luce insolita di un dicembre soleggiato mi é sembrata un dono del cielo e non c’è stato giorno che non mi sia messa d’impegno per “catturarla” con la mia macchinina.

urbinogiochiamo-34 urbinogiochiamo-33 urbinogiochiamo-59 urbinogiochiamo-29-2urbinogiochiamo-31E se i giorni di festa li abbiamo passati a gozzovigliare in famiglia, godendoci appieno la presenza del nonno e dello zio, venuti da Milano dopo tanto tempo…il resto della vacanza lo abbiamo passato a smaltire calorie e ad assimilare cose belle, che siamo andati a cercare qua e lá, tra Marche e Romagna.

urbinogiochiamo-58 urbinogiochiamo-57 urbinogiochiamo-56 urbinogiochiamo-24-2 urbinogiochiamo-55 urbinogiochiamo-54 urbinogiochiamo-53 urbinogiochiamo-52 urbinogiochiamo-51A Urbino abbiamo visitato la mostra “Giochiamo” che si é rivelata decisamente al di sotto delle aspettative ma il cui biglietto era dignitosamente abbinato a quello della pinacoteca, così abbiamo approfittato per rivederla senza la classica confusione di turisti che la caratterizza.

urbinogiochiamo-50 urbinogiochiamo-49 urbinogiochiamo-48 urbinogiochiamo-47 urbinogiochiamo-46 urbinogiochiamo-45 urbinogiochiamo-12-2 urbinogiochiamo-44 urbinogiochiamo-43 urbinogiochiamo-9-2 urbinogiochiamo-41Che dire…ogni volta mi incanto davanti alla meraviglia di certi dipinti che riproducono stoffe e abiti d’altri tempi con una meticolositá che lascia senza parole.

( Certo non é il caso della famosa Venere di Urbino che di vestiti addosso non ne ha per nulla ma ammicca bellissima e immobile nel suo lettino rosso )

urbinogiochiamo-40 urbinogiochiamo-39 urbinogiochiamo-38 urbinogiochiamo-37 urbinogiochiamo-35 urbinogiochiamo-36Urbino cittá invece sembra quasi perduta senza la chiassosa allegria degli studenti universitari.

I locali sono pieni ugualmente ma sui tavoli mancano i dorsi dei libri a cui sbirciare il titolo.

forlisalgado-1 pixel-square-mostra-salgado-1Sebastião Salgado: Genesissalgado-milano-3007In una sorta di replica dello scorso anno, siamo tornati a Forlì per la mostra di Salgado ( consiglio a tutti la visione del film “Il sale della terra” che Wim Wenders ha girato su di lui ).

La mostra é allestita benissimo ed é davvero ricca di immagini.

Amo molto il lavoro di Salgado, anche se mi sento più vicina al concetto che alla tecnica.
(Il bianco e nero é fantastico ma personalmente dopo un po’ mi stanca.)

forlisalgado-22 forlisalgado-21 forlisalgado-20 forlisalgado-19 forlisalgado-18 forlisalgado-17 forlisalgado-16 forlisalgado-15 forlisalgado-14 forlisalgado-13 forlisalgado-11 forlisalgado-6 forlisalgado-5 forlisalgado-4Quindi una volta fuori sono stata ben contenta di immergermi nei colori di una Forlì che mi é sembrata decisamente più bella e interessante della scorsa volta.

forlisalgado-10 forlisalgado-7 Credo che il suo Duomo sia in assoluto il più bello che io abbia mai visitato e non parlo dell’aspetto artistico o architettonico ma dell’incredibile luce calda che lo inonda e che lo fa sembrare il miglior posto possibile per fermarsi a pregare o a pensare.

forlisalgado-9 forlisalgado-8Averlo visitato nel periodo natalizio ci ha anche consentito di ammirare un presepe straordinario ed originale, grazie alla riproduzione di scene bibliche che vanno dall’ultima cena con gli apostoli alla mano di Mosé che scende dal cielo per consegnare le tavole, passando per la resurrezione di Lazzaro, l’Arca di Noé e decine di altre incredibili ambientazioni.

***
Devo ammettere con me stessa che ho un problema quantitativo per quel che riguarda le foto in quest’ultimo periodo.
Adoro il suono che la mia nuova macchina produce ogni volta che pigio quel bottoncino e questo fa si che io non mi contenga in alcun modo 🙂

Il guaio poi è selezionare e scartare.

E visto che faccio molta molta fatica, onde evitare di venirvi a noia rimando ad un nuovo post il resto dei miei scatti festivi.

Ma intanto vi rinnovo i miei auguri di buon anno nuovo e spero abbiate anche voi passato delle belle vacanze !

“Vado in montagna più per la paura di non vivere che per quella di morire”

mtenerone-2Posso annoverare tra le mie poche qualità caratteriali una scarsa propensione alla paura.

mtenerone-24mtenerone-25mtenerone-23Ringrazio tutti quelli che mi hanno pensata e si sono preoccupati per me e per la mia famiglia e posso dire che qui fortunatamente il terremoto è stato solo un eco della tragedia che ha investito paesi che ho amato ( e fotografato ) moltissimo.

mtenerone-21 mtenerone-11-2mtenerone-26 mtenerone-28 Non sono capace di convivere con la paura e non sono in grado di mantenere uno stato di allerta costante.

Su di me queste calamità hanno il bizzarro effetto collaterale di spingermi a vivere, guardare e far man bassa di orizzonti che gonfiano il cuore.mtenerone-4-2mtenerone-22mtenerone-7-2mtenerone-13-2mtenerone-30Questo che vedete nelle foto è il Monte Nerone che grazie alla presenza dei ripetitori Rai è facilmente raggiungibile con la macchina, quindi adattissimo alle scalatrici mammolette come me !

Si tratta di un luogo straordinario, dove la contemplazione del paesaggio assume caratteri quasi religiosi e dove non c’è assolutamente spazio per i pensieri pesanti.

nerone-2Non posso negare che questo mio sconosciuto e tardivo amore per gli ambienti naturali mi sta dando grandi emozioni e soddisfazioni e mi apre davanti così tante possibili forme di viaggio da lasciarmi senza fiato.

piobbico-3-2Niente però può cancellare la mia passione per tutto ciò che l’uomo costruisce e Piobbico è un paesino incredibile, simile ai tanti accartocciati dal sisma, dove le porte sono aperte e all’ora di pranzo signore in parannanza si affacciano all’uscio gridando un “è prontooooo” che risuona nella valle come una minaccia.

piobbico-10 piobbico-15 piobbico-14 piobbico-13piobbico-37Penso che abitare in posti come questo significhi utilizzare il tempo della vita in un modo che è strettamente legato a dimensioni del passato, inaccessibili a chi non vi è nato o vissuto da sempre.

piobbico-11 piobbico-9 piobbico-8piobbico-12piobbico-16piobbico-3piobbico-10-2piobbico-35piobbico-36piobbico-11-2piobbico-4Ovviamente abbiamo trovato da scarpinare e nella più calda giornata di Novembre degli ultimi cinquant’anni io, Il Capo e un adolescente riottoso, ci siam trascinati su per ‘sto sentiero dei folletti che pare sia stato pensato per i bambini ma che mi ha dato l’ennesima prova della mia inettitudine fisica rispetto alle salite. piobbico-6 piobbico-5piobbico-7ner-2piobbico-24-2piobbico-22-2piobbico-26-2piobbico-40piobbico-27-2Tra attacchi di risa, scivoloni e copioso sudare siamo arrivati in quello che è considerato il “best view” di Piobbico dove la mia fatica è stata ampiamente ripagata dallo spettacolare panorama che la valle ci ha offerto.

piobbico-2 castellobrancaleoni-1 castellobrancaleoni-26 castellobrancaleoni-25 castellobrancaleoni-2A concludere la nostra giornata, dopo un pranzo poco memorabile, è stata la visita al Castello Brancaleoni.
castellobrancaleoni-24 castellobrancaleoni-23 castellobrancaleoni-22 castellobrancaleoni-21 castellobrancaleoni-20 castellobrancaleoni-19 castellobrancaleoni-18Accompagnati da una simpaticissima guida che ci ha fatti sgambettare velocissimi nelle centotrenta stanze che compongono l’edificio, abbiamo potuto rapidamente ammirare i vari musei che vi sono ospitati e ascoltare l’affascinante storia della famiglia Brancaleoni.

castellobrancaleoni-16 castellobrancaleoni-17 castellobrancaleoni-15 castellobrancaleoni-14 castellobrancaleoni-13 castellobrancaleoni-3 castellobrancaleoni-12 castellobrancaleoni-4 castellobrancaleoni-10 castellobrancaleoni-9 castellobrancaleoni-8 castellobrancaleoni-7 castellobrancaleoni-6 castellobrancaleoni-11 castellobrancaleoni-5Inutile dire che essendo io dama del passato, non ho potuto fare a meno di sentirmi a casa di fronte alle panchette che poste nel vano delle finestre venivano usate per sfruttare al massimo la luce necessaria al ricamo e ad altri lavori manuali.

E che dire di fronte alle ceste zeppe di lana grezza, ai barattolini dei coloranti naturali o alle macchine per fare i guanti ?!

Niente, solo che sono nata nell’epoca sbagliata….ma sotto sotto ci sto tanto bene lo stesso !

A prestissimo

into the woods 2016

fggfE’ ufficialmente iniziato il periodo delle gite nel bosco!

Anzi, a giudicare dai colori delle foto quest’anno siamo un po’ in anticipo rispetto al variare cromatico delle chiome degli alberi.

Per gli scatti con tanto rosso e giallo si dovranno attendere giornate decisamente più fredde.

gitanelbosco2016-1 gitanelbosco2016-33 gitanelbosco2016-2Questa prima è stata una praticamente una gita di massa, quindi la speranza di cogliere qualche presenza animale non l’ho nemmeno avuta.

Persino di funghi se ne son visti pochini.

047-3 052 073 075 gitanelbosco2016-4gitanelbosco2016-32Ma mi piace molto il prendere confidenza con un ambiente che fino a qualche anno fa consideravo ostile e inaccessibile.

gitanelbosco2016-23 129 gitanelbosco2016-7 gitanelbosco2016-27 gitanelbosco2016-36Purtroppo la massiccia presenza di fango ci ha costretti a tenere gli occhi ben incollati nei paraggi dei piedi e tempo per la contemplazione ne è avanzato poco ma questo non fa che aumentare la mia voglia di tornarci presto.

( temo che i miei figli avranno qualcosa da ridire su queste mie affermazioni, visto che hanno giurato e spergiurato che la prossima volta si troveranno qualcosa di più pigro da fare !)

181 gitanelbosco2016-9 188 gitanelbosco2016-13 gitanelbosco2016-28 gitanelbosco2016-24 56565Molto più entusiasmo ha suscitato la caciara in cui ci siamo buttati a Rimini, dove si è svolto un festival degli artisti di strada dal nome suggestivo “La catena di Zampanò”.

( Che a dirla tutta, io, Fellini, per quanto ci abbia provato, non lo riesco proprio a mandar giù e La strada è l’unico suo film che ho amato grazie a quello straordinario personaggio che è Gelsomina )

riminiartisti-1 riminiartisti-16 riminiartisti-17Rimini resta in assoluto la nostra città preferita della riviera ( ovviamente solo durante la bassa stagione 😉 ), coi suoi bei negozi e le piazze piene di gente che sembra essere stranamente felice.

riminiartisti-14 riminiartisti-13 riminiartisti-12 riminiartisti-11E incredibile la quantità di persone che si sono radunate attorno gli artisti e non posso nemmeno ignorare il fatto che hanno mostrato un entusiasmo e una partecipazione fuori dal comune.

riminiartisti-9 riminiartisti-2 riminiartisti-7 riminiartisti-8Scoprire che al di là dei media e dei social esiste un mondo bello, fatto di belle persone è una delle cose di cui ho più bisogno in questo momento.

riminiartisti-15 rimini riminiartisti-10 riminiartisti-6 riminiartisti-3Io di osservare gli altri non mi stanco mai e la mia perseveranza viene premiata spessissimo con tutto il buono che certi sorrisi possono regalare.

riminiartisti-5 riminiartisti-4Va detto che qualche bel momento lo regalo anche io talvolta… ad esempio quando mi sciroppo due ore e mezza di attesa in un centro commerciale scalucchio e noioso perchè mia figlia possa farsi firmare il brutto disco di uno che si atteggia a divino pur avendo ancora un bel pezzo di strada da fare.

Eppure tutto quest’astio che mi era maturato dentro mentre il ritardo aumentava, se n’è andato a ramengo non appena il Briga è salito sul palco cantando e strappandoci letteralmente di mano un applauso sentitissimo.

briga-4 briga-3 briga-2 briga-5 briga-1Niente, ancora devo lavorare sodo sul mio lato duro, critico e contestatore 😉 !

Magari in un’altra vita !

io non credo (più) nelle fate

Osimo (30)Quando frequentavo le scuole elementari c’era un bambino di nome Alberto che una mattina si era presentato tutto orgoglioso con uno straordinario ritratto di cavallo che sosteneva essere stato realizzato da lui.

012 (2)Osimo (33)Osimo (34)Osimo (21)Poichè sino al giorno prima nel disegnare era stato una mezza pippa come tutti noi, nessuno gli ha creduto.
Nemmeno la maestra, che per sedare la rissa che si era scatenata a suon di “l’avrà fatto tuo fratello…tua madre…tuo padre”, dapprima lo aveva accusato di essere bugiardo, poi probabilmente, ripensando a tutte le lezioni di psicopedagogia delle magistrali, aveva tirato fuori la genialata del ” se l’hai fatto tu allora adesso ne devi fare un altro uguale!”.

L’Alberto non aspettava altro.
Armato di foglio e matita, lingua tra i denti, concentrazione al massimo, nel giro di un niente aveva tirato fuori un’anatomia di destriero degna di Da Vinci.

Continuava a ripetere che si era svegliato presto con una gran voglia di disegnare e improvvisamente si era accorto di quanto gli riuscisse bene.

Osimo (27)Osimo (25)Osimo (24)Osimo (26)osimo (29)Ora io conservo un ricordo nitido e preciso di me bambina che sotto le coperte con gli occhi strizzati prego tutte le fatine di mia conscenza di farmi quel regalo, di concedermi il dono del talento artistico.
Ricordo altrettanto bene l’euforia con la quale mi svegliavo e subito provavo a tracciare qualche segno su un foglio appositamente preparato la sera prima sopra la scrivania.

Osimo (23)Osimo (22)Niente, quelle stramaledette fatine non esistono.
O se esistono non hanno certo a cuore i sogni dei bambini.

E quindi io continuo a visitare mostre, perdendomi negli strati di colore, nelle trasparenze di certi polsini, nel talento esasperante di mani che non sono le mie.

Adoro i dipinti. Potrei stare a guardarli per sempre. E non amo solo l’idea, l’insieme, l’armonia…io stravedo per ogni tocco di pennello, per il lavoro immane dell’uomo che è stato davanti a quel quadro con la tavolozza e tutto il resto.
Io invidio il talento e l’abilità del saper ricreare e reinventare.

Osimo (35)045Questa mostra, nello specifico, è quella allestita a Palazzo Campana di Osimo con la collezione privata di Vittorio Sgarbi e di sua madre, Rina Cavallini.

Si chiama Le stanze segrete ed è davvero una bella mostra.

Tra le cose che più mi hanno colpita è il continuo richiamo alla memoria della madre, amica e complice in quello che deve essere stato un rapporto straordinario.
Osimo (19)Osimo (18)Osimo (20)Osimo invece, come cittadina, non sembra essere molto vivace.

Una simpatica turista che abbiamo incontrato nel nostro girovagare alla ricerca di cibo l’ha definita “la morte in terra”, ed è difficile darle torto.
Osimo (32)Osimo (31)Osimo (3)Osimo (17)Però sono riuscita a scovare ugualmente qualche bello scorcio da fotografare, senza nemmeno l’impiccio delle persone sulla traiettoria 😉

Osimo (2)Osimo (16)Osimo (4)Vista la presenza di chiese e negozi, qualche abitante ci deve essere per forza.

Osimo (5)Osimo (7)

Osimo (15)Osimo (10)Osimo (14)Osimo (11)Osimo (13)Dove si nascondano però, non è dato saperlo.003 (2)015A casa mi aspettava l’unica forma d’arte che posso permettermi.
008 (2)E questi gingillini qui

Buona settimana

w la mamma

Maggio (6)“Ecco, tutti i miei contatti di facebook oggi hanno pubblicato la foto con la mamma e gli auguri strappalacrime e tu niente…?!”

“Mamma, siamo obiettivi, in tutte le foto che ho di te, o fai la scema, o dormi. Non mi è sembrato il caso.”

Maggio (2)Maggio (5)Maggio (3)Di fronte a questa imbarazzante verità, mi son dovuta accontentare di un bacino e qualche frase di circostanza 😉

Ma per la festa della mamma ci siamo anche concessi una gitarella a Fiorenzuola tutti insieme.

Il borgo lo avevamo già visitato diverse volte e quindi abbiamo risparmiato ai pargoli il saliscendi per le viuzze, ma non abbiamo potuto fare a meno di lasciarci ancora una volta incantare dal panorama mozzafiato.

8 maggio (3)8 maggio (2)8 maggio (1)Abbiamo mangiato maluccio in un bel ristorante del posto e poi abbiamo deciso di avventurarci verso la Baia Vallugola .

8 maggio (5)8 maggio (6)Maggio (4)8 maggio (13)Maggio (1)Inutile dire che non son passati neanche cinque minuti e il meteo si è fatto decisamente avverso, tirando su delle corpose raffiche di vento.

Una pacchia per quelli del windsurf, un po’ meno per noi signorine dalla fragile messa in piega.

8 maggio (11)8 maggio (10)8 maggio (12)8 maggio (8)8 maggio (7)8 maggio (14)8 maggio (15)C’è da dire che questa Baia è davvero bellissima, soprattutto in questa sua versione spopolata.

Nel mio progressivo avvicinamento al mare posso affermare con certezza che finora due sono le caratteristiche fondamentali che me lo fanno piacere:
l’assenza di bagnanti e l’assenza di sabbia.

Adoro i sassi e i sassolini sotto i piedi, anche se suppongo che ad agosto si trasformino in pietre refrattarie !

maggio16 (6)maggio16 (7)maggio16 (4)maggio16 (9)maggio16 (12)maggio16 (5)A casa prosegue l’incanto del giardino, che in Maggio diventa davvero un posto che mi rende migliore, insieme alle fragole e a tutte le altre cose buone che cominciano ad apparire nell’orto di mia suocera.

maggio16 (11)maggio16 (14)maggio16 (2)